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Disintossicarci dalle Aspettative

Tossico-aspettativa-dipendenti

La lezione che possiamo apprendere dall’annuncio del trailer di GTA VI è la stessa che da millenni la filosofia ripete, ma che facciamo così fatica a fare nostra: la tua infelicità è prodotta dalle aspettative che nutri e che poi vengono regolarmente deluse.

La strada per una ragionevole felicità è quella di imparare a mettere a dieta le aspettative, senza farsi trascinare dal gorgo emotivo che ti convince di come la realtà di domani sia migliore di quella odierna. Perché le aspettative promettono esattamente questo: il trailer di GTA VI viene atteso dai videogiocatori come il contenuto che li salverà dall’inedia dell’industria attuale. Si immagina un mondo utopistico in cui il gioco perfetto uscirà e ci salverà dalla noia e dalla ripetitività.

Su questo fa leva la società dell’hype-marketing, nella quale ormai viviamo immersi in trailer, teaser trailer, recensioni dei teaser trailer, trailer delle recensioni ai trailer dei teaser, e così via, in una regressione il cui unico scopo è ingozzarci di aspettative che poi saranno necessariamente non mantenute perché la realtà non è mai in linea con le nostre fantasie, soprattutto quando utopistiche. Questo è applicabile a ogni cosa: alle relazioni, al lavoro, all’arte, alla cura di sé.

Ma ovunque ci stiamo sempre più abituando a vivere di aspettative, preparandoci così alla delusione quotidiana. Sapete perché il detto “non incontrare mai il tuo idolo” è una grande verità? Non perché gli idoli siano necessariamente degli stronzi pronti a deluderti, ma perché se tu “idolatri” stai inevitabilmente preparandoti alla delusione, e la colpa non è mica dell’idolo.

Questo vale tanto per il videogioco di GTA (che più verrà pompato, più verrà comprato e poi più deluderà) quanto per le persone che incontriamo nella vita reale dopo averle innalzate su un piedistallo irragionevole.

Credo che, da un certo punto di vista, si tratti di un’autodifesa: sapendo che la realtà è dura e ti impone di portare i piedi per terra, la nostra testa deve costruirsi un mondo fantastico in cui fluttuare gioiosi, per quanto drogati da irreali aspettative.

In questo paradosso, nutriamo aspettative per essere felici, ma quelle stesse aspettative sono quelle che poi ci gettano nella miseria. Lo stesso meccanismo dell’eroina e di qualsiasi altra dipendenza.

Ecco, la lezione che apprendo dall’uscita del trailer di GTA (o di qualsiasi altro trailer al mondo) è: siamo drogati di aspettative e, come ogni tossicodipendente, dobbiamo chiedere aiuto a chi di dovere. Forse, alla filosofia.


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